Vasi alchemici

Ecco un altro lavoro, in questo caso realizzato molto più tardi rispetto al vaso descritto nel post Contenitore e Contenuto, che era del 1994 circa.

vaso-alchemicoL’oggetto “vaso” è stato svariate volte un mio soggetto, in quanto il suo uso e il suo significato mi muove a continue riflessioni. Questo che vedete qui a fianco, appartiene  cronologicamente al periodo dei dipinti su questo tema, che sono del 2000 circa. Partendo da una riflessione sul concetto di attivo e passivo e continuando la riflessone su contenitore e contenuto, dipinsi una serie di quadri con tema il vaso e poi produssi questo curioso oggetto. Prima di descriverlo vorrei elencare in forma libera alcune delle suggestioni che mi han portato a lavorare su questo tema, estrapolate dai miei libricini su cui ci sono anche bozzetti e veri e propri lavori finiti. Si tratta di frasi e parole scritte in uno stato mentale meditativo, quindi più suggestioni che riflessioni, da cui traggo poi conclusioni di carattere formale in fase di progettazione.

Gli appunti sono estrapolati dalle pagine che vedete nella foto più sotto:

  • carattere;
  • forma;
  • atteggiamento;
  • pensiero (direzionalità);
  • linea penetrante;

e poi ancora, in altre pagine:

  • pensavo a forme che descrivessero stati di esistenza, ancorate a colori che potessero spiegare  visivamente i passaggi”;
  • “raccolgo le sensazioni sul corpo e le ascolto fino ad avere delle forme concrete che poi memorizzo e riporto sul supporto”;
  • “Risucchio delle cose verso il buco nero, che sfocia sulla terra”;
  • Tensione del riempimento;
  • attesa passiva, attesa attiva;
  • “200 ragioni mi sono fatto, poi 200 forme: -”Guardatele!”;

libro1-vasiNella parte alta della foto qui a fianco, si vede la bozza della bottiglietta. Si tratta di  un contenitore trovato al mercato, che ho riempito con vari pigmenti organici nelle tonalità dei rossi e dei bianchi e dei gialli e dei neri, e su cui tutto intorno è riportata la scritta

“Io sono il Bianco del Nero, il Rosso del Bianco e il Giallo del Rosso”.

Questa frase è tratta dal libro “Croma” di Derek Jarman, autore da me molto amato in quel periodo. Produsse scritti, dipinti, cortometraggi e film di eccezionale poesia e bellezza, che per il grande pubblico restano ancora poco conosciuti, benché siano un must nella comunità gay mondiale. Conosciuto per i film “Caravaggio” e “blue”,  la sua produzione pittorica da un punto di vista critico resta tutta da scoprire.

La bottiglietta si compone di due parti, ed è questa caratteristica che attrasse la mia attenzione. Il fatto che da due parti si formasse una dualità, e che una compenetrasse l’altra. I pigmenti contenuti all’interno sono tutti ossidi naturali come bianco di zinco, bianco di San Giovanni, ossido di piombo (minio), vermiglione (ossido di mercurio), ossidi di ferro vari per altre terre come il nero d’avorio e di carbone. La citazione alchemica, che  descrive la stretta concatenazione tra i 4 colori classici del processo alchemico, suggerisce le fasi psico-materiche  della trasformazione della materia. Attribuisco all’oggetto vaso il ruolo di membrana trans-formatrice, ma di questo parlerò nel prossimo articolo in cui mostrerò i dipinti legati a questo tema.

vaso-alchemico-2

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