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Reti domestiche

Vi presento una delle mie ultime installazioni: Reti domestiche.
Il progetto prevede l’Individuazione di un ambiente, in cui cerco appigli attraverso i quali tessere una sorta di ragnatela, utilizzando una rete di tessuto lineare. Ne emergono una serie di connessioni che mettono in comunicazione le diverse parti che compongono l’ambiente stesso, dando allo spazio, che di solito consideriamo vuoto, una identità diversa. Se provassimo infatti ad attraversare la stanza come nostra abitudine, saremmo immediatamente costretti ad uscire dalla nostra misurazione sensoriale ed accettarne un altra.
Qui sotto una galleria con alcuni esempi.
Se ti interessasse ospitare l’installazione nella tua abitazione, puoi farlo! L’operazione richiede circa due ore per realizzare il lavoro e il servizio fotografico.
Puoi utilizzare questo modulo per contattarmi.
Memorie Evase
Alcuni anni fa, intorno al 1998 -2000, avvicinandomi ad alcune letture sullo Yoga, e sperimentando con le prime installazioni (poche, per ora!), feci questo lavoro, che era un condensato di una serie di progetti che avevano per titolo “Memorie Evase”.
Da questi lavori iniziai la sperimentazione sul corpo, come per esempio nella serie delle fotopitture. Nelle foto che vi presento, vecchie dia scansionate e un po’ rovinate, si nota una sagoma umana di terra, composta sul pavimento, su cui sono appoggiati alcuni piccoli altoparlanti collegati ad un walkman. Nel walkman era inserita una registrazione dell’Opera “Stimmung“, di Karlheinz Stockhausen (può essere tradotto con “umore”, “disposizione d’animo”, atmosfera in senso astratto). Gli altoparlanti erano collegati in serie più alcuni con la tecnica “a ponte” descritta da Brian Eno sul retro della copertina di “Ambient-3″ sussurri che comunicano solo a chi si mette in ascolto. Un altro aspetto delle memorie evase furono i dipinti sulle trombette, di cui parlerò in un prossimo articolo.

