Articoli marcati con tag ‘alchimia’

Aspettando il colore

Un altro lavoro vecchio ripreso e rivisto.

foglie

Aspettando il colore: acrylic on canvas, 1998- 2009, cm. 41 x 28

In questo periodo sto revisionando parecchio il mio materiale, per sistemare e archiviare i lavori, ma anche perché ho bisogno di ricapitolare sul mio lavoro e su me stesso. Con questo termine voglio ricordare il metodo di riflessione e meditazione che Carlos Castaneda suggeriva in alcuni suoi libri. Chiudersi al buio, in se stessi, a meditare su cosa si è stati partendo da cosa si è fatto.

In questo processo,( far pulizia nello studio o nella casa è, secondo me, un vero e proprio processo di trasformazione, metafora del fare chiarezza in se stessi) trovo, arrotolati o accatastati, vecchia lavori mai finiti o appena abbozzati, come nel caso di questo e del dipinto di qualche post precedente (vedi qui). Dopo averlo trovato, l’ho ripreso e gli ho dato un senso, cercando di mantenere quello che era lo spirito dei lavori di una decina di anni fa.

English version:

In this period I am reviewing a lot of my material, to arrange and store work, but also because I need to recap on my work and myself. By this term I want to remember the method of reflection and meditation that Carlos Castaneda suggested in some of his books. Shut in the dark, in yourself, to meditate on what you have been, starting from what has been done. In this process, (I think to clean the studio or the house is, in my opinion, a real transformation process, metaphor of doing clarity in themselves) I find, rolled or stacked, old work unfinished or barely sketched, as in the case of this work and for a painting of some previous post (see here). I repainted it again and I gave it a sense, trying to maintain what was the spirit of the work of ten years ago.

Lime Garden

Calx Garden: acrylic on canvas, 1998 - 2009, cm. 39 x 29

Calx Garden: acrylic on canvas, 1998 - 2009, cm. 39 x 29

Un lavoro vecchio e nuovo: Si tratta di una piccola tela di 39 x 29 cm. che ho ritrovato in studio, abbandonata in fase di bozza, che ho ridipinto completamente ridefinendone i particolari.

Mi scopro più bisognoso di definire i particolari…

Vasi alchemici

Ecco un altro lavoro, in questo caso realizzato molto più tardi rispetto al vaso descritto nel post Contenitore e Contenuto, che era del 1994 circa.

vaso-alchemicoL’oggetto “vaso” è stato svariate volte un mio soggetto, in quanto il suo uso e il suo significato mi muove a continue riflessioni. Questo che vedete qui a fianco, appartiene  cronologicamente al periodo dei dipinti su questo tema, che sono del 2000 circa. Partendo da una riflessione sul concetto di attivo e passivo e continuando la riflessone su contenitore e contenuto, dipinsi una serie di quadri con tema il vaso e poi produssi questo curioso oggetto. Prima di descriverlo vorrei elencare in forma libera alcune delle suggestioni che mi han portato a lavorare su questo tema, estrapolate dai miei libricini su cui ci sono anche bozzetti e veri e propri lavori finiti. Si tratta di frasi e parole scritte in uno stato mentale meditativo, quindi più suggestioni che riflessioni, da cui traggo poi conclusioni di carattere formale in fase di progettazione.

Gli appunti sono estrapolati dalle pagine che vedete nella foto più sotto:

  • carattere;
  • forma;
  • atteggiamento;
  • pensiero (direzionalità);
  • linea penetrante;

e poi ancora, in altre pagine:

  • pensavo a forme che descrivessero stati di esistenza, ancorate a colori che potessero spiegare  visivamente i passaggi”;
  • “raccolgo le sensazioni sul corpo e le ascolto fino ad avere delle forme concrete che poi memorizzo e riporto sul supporto”;
  • “Risucchio delle cose verso il buco nero, che sfocia sulla terra”;
  • Tensione del riempimento;
  • attesa passiva, attesa attiva;
  • “200 ragioni mi sono fatto, poi 200 forme: -”Guardatele!”;

libro1-vasiNella parte alta della foto qui a fianco, si vede la bozza della bottiglietta. Si tratta di  un contenitore trovato al mercato, che ho riempito con vari pigmenti organici nelle tonalità dei rossi e dei bianchi e dei gialli e dei neri, e su cui tutto intorno è riportata la scritta

“Io sono il Bianco del Nero, il Rosso del Bianco e il Giallo del Rosso”.

Questa frase è tratta dal libro “Croma” di Derek Jarman, autore da me molto amato in quel periodo. Produsse scritti, dipinti, cortometraggi e film di eccezionale poesia e bellezza, che per il grande pubblico restano ancora poco conosciuti, benché siano un must nella comunità gay mondiale. Conosciuto per i film “Caravaggio” e “blue”,  la sua produzione pittorica da un punto di vista critico resta tutta da scoprire.

La bottiglietta si compone di due parti, ed è questa caratteristica che attrasse la mia attenzione. Il fatto che da due parti si formasse una dualità, e che una compenetrasse l’altra. I pigmenti contenuti all’interno sono tutti ossidi naturali come bianco di zinco, bianco di San Giovanni, ossido di piombo (minio), vermiglione (ossido di mercurio), ossidi di ferro vari per altre terre come il nero d’avorio e di carbone. La citazione alchemica, che  descrive la stretta concatenazione tra i 4 colori classici del processo alchemico, suggerisce le fasi psico-materiche  della trasformazione della materia. Attribuisco all’oggetto vaso il ruolo di membrana trans-formatrice, ma di questo parlerò nel prossimo articolo in cui mostrerò i dipinti legati a questo tema.

vaso-alchemico-2

Who's Online
  • 0 Members.
  • 6 Guests.

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
City boxes: installazione
Gallery
imgp3021
Leggi la mia intervista su Whohub
Chiedi un opinione su qualche argomento: