Progettare con il Vivente al PAV
Venerdì 26 e Sabato 27 febbraio 2010 ho partecipato al workshop “Progettare con il Vivente”, tenuto da Piero Gilardi al Parco d’Arte Vivente di Torino.
Il workshop è stato una base di partenza progettuale, partendo dai presupposti per lavorare con il vivente all’interno delle specifiche codifiche della Bio-Arte. Durante il workshop sono nate idee individuali e di gruppo, convogliate in diversi progetti, materializzati (per ora) sotto forma di uno storybord. Piero Gilardi ha portato esempi visivi con opere espressamente realizzate, mostrato il lavoro del Pav e degli artisti correlati, e condotto l’intero momento formativo con decisa competenza e passione, circondato da uno staff puntuale e gentilissimo. Si è posto l’accento sulla “fine dell’antropocentrismo”, e i progetti nati mi è parso seguissero questo costrutto. Anche la tecnologia, propagazione di esso, è stata meno presente rispetto ad altri workshop al PAV, almeno da quanto riportato da alcuni che hanno partecipato a più eventi. Silvano Gilardi, fratello di Piero, con il quale anni fa ho partecipato ad un corso sulla tecnica dell’Affresco presso il Macam di Maglione, avrebbe forse dissertato sulla vitalità della Calce e sul processo vivente insito nell’Affresco.
Manutenzioni…
Sto facendo un po’ di cambiamenti per cui si verificherà qualche disguido, pazientate…!
a breve i nuovi contenuti saranno online.
Légami Natalizi
Ecco alcune foto della festa natalizia dell’area comunitaria di Torino che si è svolta all’Aldobaraldo, in cui gli artisti di Superfici Sconnesse hanno dato vita ad una performace voluta da Tony la Graca.
Ciascun partecipante ha ritagliato un pezzo di stoffa e lo ha personalizzato con scritte e disegni e poi legato agli altri scampoli, formando una “rete” che poi è stata portata da tutti nella sala da ballo. Ha preso vita così un momento di aggregazione partecipata davvero divertente!
qui c’è anche un piccolo video!
Trans-Time
In questo articolo vi mostro un progetto del 2006 chiamato Trans-Time. Queste foto sono ritratti decontestualizzati di componenti elettronici.
Questo lavoro è stato presentato nel 2006 all’interno del programma televisivo “Richard and Judy” su Channel 4 nel corso del lancio del concorso permanente “Showdown” per la Saatchi Online Gallery.
Ecco il video e la galleria
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In this article I show you a project called Trans-Time. This photo are portraits of decontextualized electronic components.
This work was presented on 2006 inside the TV program “Richard and Judy” on Channel 4 during the launch of the permanent competition “Showdown” for the Saatchi Online Gallery.
Here’s the video and the gallery:
Fotopitture
In questo articolo vorrei parlare dei dipinti che ho definito con il nome generico di fotopitture, lavori iniziati intorno al 2001. Lo voglio fare per due motivi, il primo perché uno è stato venduto, giorni fa, grazie agli amici di Artifex, l’altro perché mi sono imbattuto nel lavoro di Benedetta Bonichi e in una sua intervista, che mi ha colpito per certe similitudini tra il mio approccio all’arte e il suo, nonché a certi suoi lavori che mi han ricordato le fotopitture.
Questi lavori, che vi presento nella galleria qui sotto, sono realizzati partendo dalla carta fotografica e utilizzando il corpo come mascherina a contatto. Il risultato era un’immagine in negativo molto evanescente, formata da pennellate in disordine, che veniva successivamente interpretata attraverso la pittura e il colore. La particolarità stava nelle dimensioni, essendo a grandezza naturale utilizzavo rotoli di carta in bianco e nero, e nella tecnica di sviluppo, perché non immergevo la carta nelle solite vasche ma sviluppavo l’immagine a pennello, dosando il movimento dove mi interessava e “sperando” di interferire in un modo proficuo con la casualità del processo chimico, che era infatti solo parzialmente controllabile. La carta era impressionata con torcie, candele, oggetti banali e semplici.
Una volta fissata l’immagine, quando essa era sufficientemente sedimentata nella mia memoria, passavo ad una fase attiva di interpretazione di ciò che era uscito, attraverso pochi o molti tratti di pittura. In quel periodo ero interessato ad approfondire la relazione tra corpo e spazio, tra suono e volume.
Questi lavori sono stati esposti in una mostra collettiva che ebbe un discreto successo di pubblico, se relazionato al luogo espositivo che era in provincia, e uno di loro venne selezionato ad un concorso e messo su un catalogo. Come al mio solito, non sto più di tanto a cercare di promuovere il mio lavoro, perché sono interessato più all’aspetto di ricerca che alla sua diffusione, anche se, ovvio, mi fa piacere quando riesco a far vedere le mie cose perché è comunque una necessità quasi metabolica, e il blog in questo senso rappresenta un buon modo di rendersi visibili.
Il discorso è per me per nulla concluso, anche se non ho più realizzato esperimenti con la carta fotografica. Sono passato ad esperimenti con la stampa digitale ma per ora a piccolo formato per problemi di studio. Per un apporto critico su questi lavori vi lascio ai testi critici.
“Foto dipinte raccontano storie di corpi fotografati da un pennello luminoso. Luce per la materia sensibile e materia per lo spirito. Alogenuri d’argento come pigmenti predefiniti e pigmenti colorati come post-definizione dell’immagine. Si tratta di pittura su carta fotografica in bianco e nero. Il mio corpo come mascherina racconta di meditazioni yoga, e il colore modifica l’immagine secondo i dettami sinestetici dati dalla meditazione.”
“Benché l’amore inizi là dove la bestialità finisce, la bestialità è così ben conservata nell’erotismo che le immagini tratte dall’animalità non cessano mai di essergli legate. Ma forse proprio per questo l’amore è sacro, come attività trasgressiva che si oppone al divieto , l’amore è vicenda divina, dove l’umano “eccede”, compie l’eccesso. (U. Galimberti, l’immaginario sessuale). Dal catalogo della Mostra Arte Eros – giovani artisti. A cura di Giorgio Auneddu e Riccarda Montenero.
Per Paolo Durandetto il corpo umano si perde nella notte dei tempi, abbandona la propria tridimensionalità per divenire pura essenza, materia spirituale da cui far nascere una nuova umanità. I lavori presentati da Durandetto sono stati realizzati unendo due tecniche: quella fotografica e quella pittorica. “Ho utilizzato il mio corpo – ci spiega l’artista – come mascherina a contatto sopra grandi fogli di carta fotografica”. Durandetto, nel buio della camera oscura, illuminata solo da una lampadina rossa, fa assumere al suo corpo posizioni yoga e con l’ausilio di lampade elettriche, candele e altre fonti luminose impressiona la carta che successivamente sviluppa a pennello, iniziando di fatto il processo “pittorico”. Le opere successivamente fissate e lasciate “decantare” subiscono l’intervento pittorico, vero e proprio, con colori acrilici, dove l’impronta fotografica del corpo viene smontata, sminuzzata, trattata concettualmente per dare vita ad un nuovo corpo “pensante”. Da questo procedimento nascono opere dal fascino dirompente come “Due Cavalli”, La Stanza”, o Switch on the green gloam” dalla gran forza espressiva. Per Durandetto il corpo assume una valenza esplorativa molto forte. Qui il corpo, in tutta la sua casualità espressiva, è ora danzatore, ora pensatore: non ha una forma originale ma contiene tutte le forme dell’universo, è in continua espansione, sempre diverso ogni volta, il corpo come corazza dalle infinite sfaccettature. Marcello Salvati sulla Mostra Corpo Omologato Ritrovato
Libero Pensiero
Vi presento il leaflet, manifesto e le cartelline che ho creato per una stagione teatrale.
La stagione, chiamata “La città dell’Uomo” e organizzata da Teatro in Rivolta, sarà un interessante momento per godersi del buon teatro e dei dibattiti, in un periodo in cui c’è più bisogno che mai di distrazione dalle brutture che questa crisi culturale ci sta imponendo.
Ecco le immagini: Nero e bianco per esprimere le necessità di un confronto del pensiero e del suo contrario, sulle idee e della necessità di poterle esprimere in libertà.
Per l’impaginazione ho utilizzato un font che adoro, Museo di Jos Buivenga.
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I present to you the leaflet, poster and folders that I created for a season theater.
The season, called “The City of Man” and organized by Teatro in Rivolta, will be an interesting way to enjoy good theater and debate at a time when there is more need than ever of distraction from the ugliness that this cultural crisis is forcing us.
Here are the pictures: Black and white to express the need for a comparison of thought and its opposite, the ideas and the need to express them freely.
For the layout I used a font that I love, Museum of Jos Buivenga.
Ebook Club Torino
Venerdì 6 Novembre, (oggi) in via Po presso il caffè Fiorio, alle 18,00, avverrà il primo incontro informale degli appassionati di e-book ed ebook reader di Torino e provincia, aperto a tutti gli appassionati, ai curiosi e simpatizzanti.
Potrete infatti toccare con mano i vari dispositivi, scambiare informazioni e quant’altro con chi parteciperà.
Per chi non sapesse ancora cos’è un e book e il suo relativo reader, si tratta di un libro in formato elettronico, (dal txt al pfd a vari formati specifici, tipo epub) che però viene letto su un dispositivo elettronico portatile, con uno schermo che simula l’effetto della carta senza fare male agli occhi (perché è opaco e non retro-illuminato) e che può archiviare tantissimi libri nello spazio di un tascabile. Io sarò presente con il mio sony 505 e troverete altri modelli che altri appassionati porteranno.
Questo sarà di fatto il primo incontro, magari ne seguiranno altri. Riconoscerci non sarà difficile, vedrete nella saletta un po’ di persone con l’aspetto da lettori incalliti con in mano strane tavolette!
Altre info nei post precedenti che trovate qui sotto.


































