Légami Natalizi

Ecco alcune foto della festa natalizia dell’area comunitaria di Torino che si è svolta all’Aldobaraldo, in cui gli artisti di Superfici Sconnesse hanno dato vita ad una performace voluta da Tony la Graca.

Ciascun partecipante ha ritagliato un pezzo di stoffa e lo ha personalizzato con scritte e disegni e poi legato agli altri scampoli, formando una “rete” che poi è stata portata da tutti nella sala da ballo. Ha preso vita così un momento di aggregazione partecipata davvero divertente!
qui c’è anche un piccolo video!




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Auguri 2010

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Trans-Time

In questo articolo vi mostro un progetto del 2006 chiamato Trans-Time. Queste foto sono ritratti decontestualizzati di componenti elettronici.

trans-time-3Questo lavoro è stato presentato nel 2006 all’interno del programma televisivo “Richard and Judy” su Channel 4 nel corso del lancio del concorso permanente “Showdown” per la Saatchi Online Gallery.

Ecco il video e la galleria

°°°°°°

In this article I show you a project called Trans-Time. This photo are portraits of decontextualized electronic components.

This work was presented on 2006 inside the TV program “Richard and Judy” on Channel 4 during the launch of the permanent competition “Showdown” for the Saatchi Online Gallery.

Here’s the video and the gallery:

channel4

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Fotopitture

In questo articolo vorrei parlare dei dipinti che ho definito con il nome generico di fotopitture, lavori iniziati intorno al 2001. Lo voglio fare per due motivi, il primo perché uno è stato venduto, giorni fa, grazie agli amici di Artifex, l’altro perché mi sono imbattuto nel lavoro di Benedetta Bonichi e in una sua intervista, che mi ha colpito per certe similitudini tra il mio approccio all’arte e il suo, nonché a certi suoi lavori che mi han ricordato le fotopitture.

Questi lavori, che vi presento nella galleria qui sotto, sono realizzati partendo dalla carta fotografica e utilizzando il corpo come mascherina a contatto. Il risultato era un’immagine in negativo molto evanescente, formata da pennellate in disordine, che veniva successivamente interpretata attraverso la pittura e il colore. La particolarità stava nelle dimensioni, essendo a grandezza naturale utilizzavo rotoli di carta in bianco e nero, e nella tecnica di sviluppo, perché non immergevo la carta nelle solite vasche ma sviluppavo l’immagine a pennello, dosando il movimento dove mi interessava e “sperando” di interferire in un modo proficuo con la casualità del processo chimico, che era infatti solo parzialmente controllabile. La carta era impressionata con torcie, candele, oggetti banali e semplici.
Una volta fissata l’immagine, quando essa era sufficientemente sedimentata nella mia memoria, passavo ad una fase attiva di interpretazione di ciò che era uscito, attraverso pochi o molti tratti di pittura. In quel periodo ero interessato ad approfondire la relazione tra corpo e spazio, tra suono e volume.

Questi lavori sono stati esposti in una mostra collettiva che ebbe un discreto successo di pubblico, se relazionato al luogo espositivo che era in provincia, e uno di loro venne selezionato ad un concorso e messo su un catalogo. Come al mio solito, non sto più di tanto a cercare di promuovere il mio lavoro, perché sono interessato più all’aspetto di ricerca che alla sua diffusione, anche se, ovvio, mi fa piacere quando riesco a far vedere le mie cose perché è comunque una necessità quasi metabolica, e il blog in questo senso rappresenta un buon modo di rendersi visibili.

Il discorso è per me per nulla concluso, anche se non ho più realizzato esperimenti con la carta fotografica. Sono passato ad esperimenti con la stampa digitale ma per ora a piccolo formato per problemi di studio. Per un apporto critico su questi lavori vi lascio ai testi critici.

Foto dipinte raccontano storie di corpi fotografati da un pennello luminoso. Luce per la materia sensibile e materia per lo spirito. Alogenuri d’argento come pigmenti predefiniti e pigmenti colorati come post-definizione dell’immagine. Si tratta di pittura su carta fotografica in bianco e nero. Il mio corpo come mascherina racconta di meditazioni yoga, e il colore modifica l’immagine secondo i dettami sinestetici dati dalla meditazione.

“Benché l’amore inizi là dove la bestialità finisce, la bestialità è così ben conservata nell’erotismo che le immagini tratte dall’animalità non cessano mai di essergli legate. Ma forse proprio per questo l’amore è sacro, come attività trasgressiva che si oppone al divieto , l’amore è vicenda divina, dove l’umano “eccede”, compie l’eccesso. (U. Galimberti, l’immaginario sessuale).

Dal catalogo della Mostra Arte Eros – giovani artisti. A cura di Giorgio Auneddu e Riccarda Montenero.

Marcello Salvati sulla Mostra Corpo Omologato Ritrovato

Per Paolo Durandetto il corpo umano si perde nella notte dei tempi, abbandona la propria tridimensionalità per divenire pura essenza, materia spirituale da cui far nascere una nuova umanità. I lavori presentati da Durandetto sono stati realizzati unendo due tecniche: quella fotografica e quella pittorica. “Ho utilizzato il mio corpo – ci spiega l’artista – come mascherina a contatto sopra grandi fogli di carta fotografica”.

Durandetto, nel buio della camera oscura, illuminata solo da una lampadina rossa, fa assumere al suo corpo posizioni yoga e con l’ausilio di lampade elettriche, candele e altre fonti luminose impressiona la carta che successivamente sviluppa a pennello, iniziando di fatto il processo “pittorico”.

Le opere successivamente fissate e lasciate “decantare” subiscono l’intervento pittorico, vero e proprio, con colori acrilici, dove l’impronta fotografica del corpo viene smontata, sminuzzata, trattata concettualmente per dare vita ad un nuovo corpo “pensante”. Da questo procedimento nascono opere dal fascino dirompente come “Due Cavalli”, La Stanza”, o Switch on the green gloam” dalla gran forza espressiva.

Per Durandetto il corpo assume una valenza esplorativa molto forte. Qui il corpo, in tutta la sua casualità espressiva, è ora danzatore, ora pensatore: non ha una forma originale ma contiene tutte le forme dell’universo, è in continua espansione, sempre diverso ogni volta, il corpo come corazza dalle infinite sfaccettature.

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Libero Pensiero

Vi presento il leaflet, manifesto e le cartelline che ho creato per una stagione teatrale.

La stagione, chiamata “La città dell’Uomo” e organizzata da Teatro in Rivolta, sarà un interessante momento per godersi del buon teatro e dei dibattiti, in un periodo in cui c’è più bisogno che mai di distrazione dalle brutture che questa crisi culturale ci sta imponendo.
Ecco le immagini: Nero e bianco per esprimere le necessità di un confronto del pensiero e del suo contrario, sulle idee e della necessità di poterle esprimere in libertà.
Per l’impaginazione ho utilizzato un font che adoro, Museo di Jos Buivenga.

∞∞∞

I present to you the leaflet, poster and folders that I created for a season theater.

The season, called “The City of Man” and organized by Teatro in Rivolta, will be an interesting way to enjoy good theater and debate at a time when there is more need than ever of distraction from the ugliness that this cultural crisis is forcing us.

Here are the pictures: Black and white to express the need for a comparison of thought and its opposite, the ideas and the need to express them freely.

For the layout I used a font that I love, Museum of Jos Buivenga.

manifesto-cittadelluomo09

manifesto La Città dell'Uomo 09

pieghevole-bianca-def

Leaflet La Città dell'Uomo 09

cartelline09

Cartelline La Città dell'Uomo 09

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lavori recenti

Some recent works:

Word#

World#

World#, acrilycs on paper, cm. 32 x 24

legs

Legs, acrylics on digital print, cm. 21 x 21

Cross: fetl-tip pens, whiteout and watercolor on paper, cm. 32 x 24

Cross: fetl-tip pens, whiteout and watercolor on paper, cm. 32 x 24

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Ebook Club Torino

Venerdì 6 Novembre, (oggi) in via Po presso il caffè Fiorio, alle 18,00, avverrà il primo incontro informale degli appassionati di e-book ed ebook reader di Torino e provincia, aperto a tutti gli appassionati, ai curiosi e simpatizzanti.

Potrete infatti toccare con mano i vari dispositivi, scambiare informazioni e quant’altro con chi parteciperà.

Per chi non sapesse ancora cos’è un e book e il suo relativo reader, si tratta di un libro in formato elettronico, (dal txt al pfd a vari formati specifici, tipo epub) che però viene letto su un dispositivo elettronico portatile, con uno schermo che simula l’effetto della carta senza fare male agli occhi (perché è opaco e non retro-illuminato) e che può archiviare tantissimi libri nello spazio di un tascabile. Io sarò presente con il mio sony 505 e troverete altri modelli che altri appassionati porteranno.

Questo sarà di fatto il primo incontro, magari ne seguiranno altri. Riconoscerci non sarà difficile, vedrete nella saletta un po’ di persone con l’aspetto da lettori incalliti con in mano strane tavolette!

Altre info nei post precedenti che trovate qui sotto.

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Aspettando il colore

Un altro lavoro vecchio ripreso e rivisto.

foglie

Aspettando il colore: acrylic on canvas, 1998- 2009, cm. 41 x 28

In questo periodo sto revisionando parecchio il mio materiale, per sistemare e archiviare i lavori, ma anche perché ho bisogno di ricapitolare sul mio lavoro e su me stesso. Con questo termine voglio ricordare il metodo di riflessione e meditazione che Carlos Castaneda suggeriva in alcuni suoi libri. Chiudersi al buio, in se stessi, a meditare su cosa si è stati partendo da cosa si è fatto.

In questo processo,( far pulizia nello studio o nella casa è, secondo me, un vero e proprio processo di trasformazione, metafora del fare chiarezza in se stessi) trovo, arrotolati o accatastati, vecchia lavori mai finiti o appena abbozzati, come nel caso di questo e del dipinto di qualche post precedente (vedi qui). Dopo averlo trovato, l’ho ripreso e gli ho dato un senso, cercando di mantenere quello che era lo spirito dei lavori di una decina di anni fa.

English version:

In this period I am reviewing a lot of my material, to arrange and store work, but also because I need to recap on my work and myself. By this term I want to remember the method of reflection and meditation that Carlos Castaneda suggested in some of his books. Shut in the dark, in yourself, to meditate on what you have been, starting from what has been done. In this process, (I think to clean the studio or the house is, in my opinion, a real transformation process, metaphor of doing clarity in themselves) I find, rolled or stacked, old work unfinished or barely sketched, as in the case of this work and for a painting of some previous post (see here). I repainted it again and I gave it a sense, trying to maintain what was the spirit of the work of ten years ago.

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Marina Abramović alla Neo Gam

Oggi pomeriggio ci sarà, alla rinnovata Gam di Torino, un incontro con Marina Abramović!

Per chi fosse interessato è un evento da non perdere!

http://www.gamtorino.it/mostra.php?id=209

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InLayer Cromotherapy

Il weekend scorso ho partecipato ad un corso di cromoterapia
presso la scuola Naturopath.

Dopo il corso ho realizzato una nuova versione del mio InLayer.

Last weekend I attended a course in color therapy
at the school Naturopath.

After the course I made a new version of my InLayer.

InLayer Cromotherapy

InLayer Cromotherapy

InLayer Cromotherapy

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